rosone

Don Nicola Del Gobbo

Don Nicola Del Gobbo“Chiedo la tua disponibilità ad essere rettore del Seminario”.

È stato un fulmine a ciel sereno. Con i molteplici impegni cui dover far fronte non immaginavo di averne un altro. Eppure, convocato dal Vescovo in un venerdì di metà luglio, la proposta era lì. Pronta ad essere accolta o rifiutata. Non ero solo in episcopio. Erano seduti alla mia destra il vicario generale, don Pietro, e alla mia sinistra il Segretario generale della Curia, don Giordano. Silenzio. Ho guardato il volto di don Pietro e don Giordano. Non sapevo cosa dire. Ho provato a balbettare qualche resistenza: gli impegni in parrocchia, il lavoro del giornale “La voce delle Marche”, la mia età non più giovanile, il mio carattere a volte duro e irremovibile, il mio non aver studiato da rettore, la conoscenza acerba dell’economia dei grandi numeri…

Ma ogni ostacolo è stato dissolto dalla fede. Il mio vescovo ha pensato a me. Forse qualche altro prete avrà rifiutato. Perché io dovrei rifiutare? È un difficile compito. Ci saranno tanti problemi. Anche quella fanciulla di Nazaret ha avuto una proposta. Certamente più grande delle sue aspettative. Ma l’angelo le ha risposto: “Non temere. Ciò che nasce da te è opera dello Spirito Santo”. In quell’attimo ho ripensato a tutte le scelte difficili della mia vita. Ogni volta che mi ritrovo ad un bivio, ritorno alla prima volta in cui ho deciso di scegliere la bibbia e non il libro di diritto commerciale. Anche questa volta ho fatto così. Ho scelto la Bibbia e non la paura. Se Dio, attraverso il Vescovo, mi propone questa strada, questo deserto, questo caos… è questo il luogo dove Dio vuole parlare al mio cuore.

Qualche mio “collega” però mi ha rimproverato criticandomi perché “se non sei capace avresti dovuto non accettare il compito di rettore del Seminario. I superiori scelgono sempre gli incapaci così possono fare quello che vogliono…”. Ho lasciato la terra delle critiche e mi sono incamminato verso una promessa: una terra e una discendenza numerosa.

La mia attività è iniziata da qualche mese. Stanno venendo al pettine alcuni problemi e sto prendendo coscienza di alcune difficoltà strutturali. A pelle, mi ha dato fastidio che alcuni non amano e non hanno amato il Seminario. Lo considerano e lo hanno considerato solo una fonte di reddito, una mucca da mungere e basta.

Eppure mia nonna ci teneva al seminario e ai seminaristi. Ero un bambino quando mia nonna preparava ogni anno un sacchetto pieno di grano per la giornata Pro seminario. Era color paglia con una scritta nera con 4/5 chilogrammi di grano. Mia nonna toglieva il pane di bocca ai suoi figli (ne aveva 6) per il Seminario di Fermo. Ed è a lei che va il mio pensiero. Rimanere fedele ai benefattori del seminario che hanno digiunato per dare modo ai sacerdoti di avere un tetto, un pasto e un posto dove poter coltivare la chiamata di Dio.

Non so se sarò all’altezza del compito. Ce la metterò tutta come sempre.

Ho chiesto la disponibilità a don Andrea Andreozzi di aiutarmi accompagnando come Padre Spirituale i giovani che scelgono di entrare in Seminario. Egli conosce molto bene la bibbia. Saprà come Eli indirizzare i vari Samuele a riconoscere e rispondere a Dio che chiama anche di notte.

Ho chiesto alla mia comunità di S. Giovanni Bosco, attraverso il suo Consiglio Pastorale Parrocchiale, di essermi accanto in questo nuovo incarico.

Ho chiesto ad alcune persone di aiutarmi nell’economia: don Vinicio Albanesi, il diacono Giovanni Pastocchi, il dott. Ugo Riccobelli, la dott.ssa Lorenzana Capancioni, don Robert.

Il Seminario è un luogo dove convivono tante esperienze.

C’è il gruppo dei seminaristi che dà il nome all’edificio. Ma non ha uno spazio ben individuato. È ospitato nella Casa del Clero, condividendone la cappella, la mensa, gli spazi.

In un’ala del seminario c’è la Casa del Clero. Ospita sacerdoti anziani e malati. È guidata dal diacono Roberto Antifora coadiuvato da due “Ancelle di Cristo Sacerdote”, congregazione di fondazione colombiana. Sono queste due suore gli angeli che custodiscono e provvedono ai sacerdoti anziani 24 ore su 24.

Il Seminario è anche Studio di Teologia. Infatti all’interno della struttura ci sono: l’Istituto Teologico, Istituto Superiore di Scienze Religiose, la Scuola di Formazione Teologica. Ogni facoltà teologica deve necessariamente essere provvista di una moderna e ricca biblioteca. Il Seminario è sede della Biblioteca F. De Angelis con più di 100mila volumi, alcuni dei quali consultabili anche in maniera telematica.

Il Seminario è anche uffici affittati ad enti statali o a privati. Infine è carità. I seminaristi hanno ceduto la loro sede ai profughi accolti in diocesi.

Eventi dalla diocesi

26 gennaio 08:30 - 13:00
06 febbraio 09:30

Nella Vicaria di Corridonia, sul tema "Venite in disparte, da soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'". Proporrà la meditazione su Mc 6,30-44 p. Giovanni Frigerio, Monaco Cistercense ora a Smerillo

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