Centro San Rocco - Interventi

Salviamo gli uomini, salviamo l’umanità
Data pubblicazione : 25/03/2019
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Una riflessione di Luca Romanelli sulla testimonianza portata da Alessandro Metz, armatore della nave Jonio, che al San Rocco ha presentato le attività della piattaforma "Mediterranea"

E’ venuto a San Rocco a raccontare Mediterranea, Alessandro Metz, triestino trapiantato nel Fermano e armatore “sociale” della nave Jonio, protagonista dell’ultimo salvataggio in mare di migranti ed unica nel Mediterraneo battente bandiera italiana. Aldilà della cronaca ha voluto condividere le motivazioni che hanno portato lui ed altri a fondare questa piattaforma (non una ONG, ci tiene a precisare, non siamo “professionisti” del salvataggio). 465 mila euro di finanziamento da Banca Etica, garantiti dai soci, e 580 mila raccolti in questi mesi in oltre 300 eventi in giro per l’Italia, dalle parrocchie ai centri sociali.

La priorità è salvare vite umane e lottare, anche in tribunale, per vedere riaffermati principi e diritti sanciti da convenzioni internazionali, oggi calpestati senza scrupoli a fini di consenso. Restare umani, tendere una mano a chi grida aiuto è fondamentale. Non è buonismo, è preservare la possibilità di un dialogo inevitabile nei decenni a venire, impedire all’odio di avvelenare i pozzi della convivenza.

Togliere diritti ai disperati, mettere in competizione chi ha poco con chi non ha niente è il gioco crudele di un potere spietato, che danneggia in primo luogo gli strati sociali che si sentono più minacciati, alimentando il rancore ed i comportamenti estremi tra chi sta diventando invisibile. Nella storia, ricorda Metz, l’oblio della sofferenza è spesso il primo passo verso la barbarie. Cita spesso Franco Basaglia, suo maestro e punto di riferimento nell’ attività di operatore sociale nel campo del disagio psichico. Confrontarsi con il disagio, senza seppellirlo in ghetti, è duro ma ha effetti benefici sulle persone e sulle comunità. Aiuta la gente a capire che le difficoltà possono essere temporanee, possono essere superate, ripensando abitudini e modi di vita.

L’immigrato, specie se proviene da culture lontane, crea un disagio simile, come accadde ai meridionali nelle città del Nord nel dopoguerra. Quello che consente nel tempo di superare le tensioni è, secondo Metz, la garanzia di diritti fondamentali uguali per tutti: libertà, dignità, salute, istruzione, tutela dallo sfruttamento. Questi principi sono stati recepiti nel diritto internazionale come risultato di esperienze secolari, ma vengono oggi rimessi in discussione.

Mediterranea “non può salvare il mondo” ma è una risposta concreta e “dal basso” ad un’emergenza che chiama, forse l’inizio di una svolta nel clima di ostilità che abili campagne hanno saputo creare, rapidamente, a partire dalla fine del 2016.

 

Luca Romanelli

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