Centro San Rocco - Interventi

Adolescenti. Una generazione al bivio
Data pubblicazione : 07/04/2019
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Un commento di Guglielmina Rogante al secondo incontro con i giovani scrittori, che ha visto la partecipazione di Sara Allegrini

Venerdì 29 marzo al Centro Culturale San Rocco si è svolto il secondo incontro del ciclo Adolescenti. Incontri a tema con giovani scrittori tra parole, lettura e musica. Ospite la giovane autrice e insegnante Sara Allegrini che, presentando il suo secondo romanzo,  Mina sul davanzale (Itaca, 2017, Premio Selezione Bancarellino), ambientato in una classe di un istituto professionale, variopinta in linguaggi ed etnie, dove si svolgono storie molto verosimili tra la vita e la morte, ha parlato dei giovani come di “una generazione al bivio”. Premesso che la scrittrice ha affermato di non aver scritto nulla che non fosse successo o che non avesse possibilità di accadere nelle sue classi, e che i personaggi, benché romanzati, corrispondono nei comportamenti ad allievi da lei avuti in classe, al bivio tra cosa? In realtà molti nostri giovani stanno fermi davanti a un metaforico “bivio” senza avere il coraggio o la spinta di immettersi in una qualche strada vitale, magari sbagliata, ma vitale. E’ quello che succede alla giovane Mina, la protagonista: per buona parte del romanzo se ne sta ferma nelle sue posizioni di giudizio e di pregiudizio, guardando tutto come da un “davanzale”, o nel rimpianto di ciò che avrebbe voluto, ma non ha potuto fare, in un’idea di perfezione assolutamente sterile (l’autrice ha dichiarato di riconoscersi nella condizione di questo personaggio nel momento in cui fu catapultata, lei laureata in filosofia, in una scuola così fuori dai canoni). O quello che accade ad Angelica, che a dispetto del nome, se ne sta rinserrata nei suoi informi vestiti scuri, con lo “sguardo perso” nel suo problema da incubo, senza riuscire a parlarne con qualcuno, fino ad un esito drammatico per fortuna sventato da un compagno che, anche lui quasi sempre ipnotizzato dal suo smart, quella volta si è sbloccato e ha imboccato per lei la strada della vita, salvandola dal vuoto in cui voleva finire la propria disperazione. Al bivio dunque tra la fissità in qualcosa che ai giovani pare identificarli (il gergo, i vestiti, il bullismo, il perfettismo, il mutismo coi prof, l’essere social), in realtà li imbottiglia, e la vita multiforme che corre, gli altri che si incontrano (compagni, prof., educatori), i fatti, le parole. Le strade da percorrere,  raccontandosi, rischiando, confrontandosi. Le parole soprattutto. Soprattutto se non lanciate come dei sassi   (come spesso nel romanzo fa Mina), servono a chiarire, spiegare, dare le proprie ragioni, sentire quelle altrui. Portano la tolleranza e la crescita. Quelle parole che nel romanzo portano a una svolta positiva, col racconto-confessione di cosa sta dietro la “maschera stereotipata” dei protagonisti; le parole che all’autrice – lo ha detto al pubblico - hanno dato la disponibilità ad aprirsi a un mondo scolastico per lei impensabile, in realtà ricco di umanità, di racconti appunto, con cui fare romanzi. I romanzi che ha scritto e quello che sta scrivendo nascono dalla scuola, dalla vita.

Certo un gran lavoro quello dell’insegnante, messo anche lui davanti a un bivio, tra la sua materia da insegnare secondo programma e un compito arduo di educatore, davanti a giovani che sono sempre più isole solitarie, immersi in un mare di fluidità mediatica, che li fa dire tutto senza remore, che li pone in comunicazione con tutti, in realtà paradossalmente spesso timidi, impauriti dai rifiuti, incerti sulla strada da prendere per la gran paura di sbagliare e, poi, per rifarsi un poco e rinforzare la propria fragile identità, pronti a giudicare, a escludere, a “sentirsi” facendo i bulli. Un gran lavoro quello dei genitori che spesso oggi rinunciano al loro mandato affettivo ed educativo: anche loro come i loro figli catturati dai condizionamenti, resi inermi dalla ‘quiete’ del silenzio o da una ingannevole idea di libertà, naufraghi nel mare odierno della liquidità.

 

Guglielmina Rogante

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