Centro San Rocco - Interventi

Lo spazio dei giovani è oggi: non sono il futuro, ma il presente di Dio!
Data pubblicazione : 15/05/2019
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Lucia Lucentini, Animatrice di comunità del Progetto Policoro, racconta la propria esperienza di sostegno a tanti giovani nel delicato percorso di orientamento al lavoro

“Non temete! Osate! Sognate cose grandi! Uscite da voi stessi!”

Perché Papa Francesco rivolgendosi ai giovani usa continuamente queste espressioni?

Sa che la vita non è roba per dilettanti, che chi gioca al ribasso rimarrà asfittico, chi è timoroso dimorerà nelle proprie ombre, chi è aggrappato alle sicurezze umane si smarrirà, chi non si apre alla speranza sarà sterile. Il “grido” del Papa ai giovani è un invito a credere e a crederci!

Oggi purtroppo i giovani hanno perso il desiderio di sognare e spesso anche il gusto di progettare.

Come può pensare al suo futuro in modo positivo un ragazzo, magari laureato, che affacciandosi all’ambiente lavorativo lo trova saturo e alla ricerca di giovani con esperienza? Si crea così una distanza spesso incolmabile: da una parte il lavoro che è solo per chi ha maturato esperienza e dall’altra i giovani che si formano, a volte fino ad età adulta, e che si ritrovano con un bagaglio importante di nozioni e conoscenza ma ancora all’oscuro sulla loro applicazione pratica, finendo per pensare che in quel mondo non ci sia posto per loro.

Il lavoro dona dignità alla persona, rende capaci di sognare, ci fa guardare ciò che ci circonda con gli occhi di chi “costruisce” non solo per sé, ma per gli altri; ci insegna a vivere da figli e allo stesso tempo ci fa scoprire fratelli, responsabili e corresponsabili degli altri.

Grazie al servizio di Animatrice di comunità che svolgo in diocesi per il Progetto Policoro incontro tanti giovani e mi è capitato di conoscere ragazzi disoccupati, giovani padri di famiglia alla ricerca di lavoro per sostenersi e sostenere la propria famiglia, i cosiddetti “neet” (ragazzi inoccupati che non studiano e non lavorano), ragazzi di diverse classi di scuola superiore, nonché giovani con una buona idea d’impresa…ciò che li accomuna tutti è il disorientamento, “l’essere precari” nella propria vita.

Quasi tutti i giovani che incontro sono fermi al “che faccio adesso?”. Vivono il momento, si concentrano solo sull’immediato …  pensare a lungo termine, scoprire i desideri più profondi del cuore, seguire un sogno e/o delineare un progetto di vita, fa loro davvero paura!

In questo il “metodo Policoro”, se lo possiamo chiamare così, è quello della generatività. Il progetto Policoro non crea qualcosa di per sé, ma è quel legame, quella forza che dà modo di nascere ad una cosa nuova. È ciò che crea un percorso attraverso cui si innescano nuovi meccanismi che poi porteranno a ad una strada che prima non c’era o non si riusciva a vedere… Il Progetto cerca di porsi in mezzo a questi due mondi con passione, impegno e volontà per “condurre alla vita” i giovani, perché ognuno di coloro che incontriamo possa dire come, anzi insieme a don Primo Mazzolari: “ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante ragioni che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore. Si vive una volta sola e non vogliamo essere "giocati" in nome di nessun piccolo interesse. […] Ci impegniamo perché non potremmo non impegnarci. C'è qualcuno o qualche cosa in noi, un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia, più forte di noi stessi [..]Ci impegniamo non per riordinare il mondo, non per rifarlo su misura, ma per amarlo; per amare anche quello che non possiamo accettare, anche quello che non è amabile, anche quello che pare rifiutarsi all'amore, poiché dietro ogni volto e sotto ogni cuore c'è insieme a una grande sete d'amore, il volto e il cuore dell'amore.”

Ecco allora che facendoci “compagni di strada” dei giovani, facendoci carico delle loro inquietudini e delle preoccupazioni, prendendoci cura delle loro storie, noi “seminiamo” un po’ di quella Speranza di cui parla il Papa e che lui ci invita a non lasciarci rubare da nessuno, mai! Consapevoli che non starà a noi raccogliere i frutti subito, ci saremo impegnati, come direbbe con noi don Primo, “perché noi crediamo all'amore, la sola certezza che non teme confronti, la sola che basta per impegnarci perpetuamente.”

Lucia Lucentini

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Per il ciclo di incontri con gli scrittori giovani un momento con il fondatore di Penny Wirton, scuola per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli stranieri

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